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Scritto da Dradi Luca
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Tentiamo di cimentarci in questo breve racconto per farvi sapere come io, Luca Dradi ed il mio compagno di caccia Luca Medri (in arte Attenti a Quei Due) viviamo i preparativi e le nostre giornate di caccia agli acquatici con i nostri compagni d’avventura.
Come già detto siamo Luca Dradi e Luca Medri,quaran tenni di S.Maria Nuova di Bertinoro (FC), amici da sempre, imprenditori nei rami metalmeccanico ed edile, entrambi sposati con figli.
Siamo abbastanza noti in Romagna, vuoi per il sito internet che abbiamo realizzato con foto dimostrative, vuoi per le famose sbaraccate che facciamo a fine giornata di caccia e non per ultimo per i meritevoli carnieri che regolarmente realizziamo.
Siamo specialisti nella caccia agli acquatici, che pratichiamo tutti i sabati in un appostamento fisso situato ad Anita (FE) a ridosso delle valli di Comacchio, dentro al preparco. Siamo gli eredi naturali della “ vecchia guardia del chiaro di Anita “ , realizzato negli anni ottanta da Fernando Dradi, Gatti Carlo ed il compianto Agostini Ermanno per tutti Parulett, e da loro stessi mantenuto con fatica e sudore. Nel chiaro ci sono tre postazioni di botti gemellari, una situata nella “ puntina o davanti “ probabilmente la piu’ cacciosa, una situata in un altro chiaro denominato “ dietro “ e l’ultima, che fà caccia su di uno specchio d’acqua ridotto, chiamata la “ Botticina “ che viene utilizzata nelle aperture o per gli ospitati.
La nostra giornata di diritto è il sabato, ma per noi la battuta di caccia inizia il mercoledi ovvero, dopo una domenica passata in famiglia a riposare le ossa, pratichiamo un lunedi e martedi di riposo venatorio, per poi dal mercoledi iniziare i preparativi.
Iniziamo con le consultazioni di svariati siti internet di previsioni meteo che, se prevedono tempo sereno e senza vento si possono sbagliare, se invece sembra ci sia maltempo e vento sono affidabili. Inizia così il tam tam di messaggini ai tele fonini, con la frase “ sabato strage “ che la fà da padrona.
Il giovedi invece è la giornata in cui prendiamo una decisione importantissima ovvero cosa si mangia nella casa di caccia il sabato? Una volta deciso il menu’ e a chi tocca portare il pranzo siamo ormai pronti per andare a caccia ??? No no.
Continuano le consultazioni meteo, con un tifo calcistico per il vento forte, e finalmente è venerdi sera. Si caricano sul Discovery tutte le attrezzature; rimane sempre il dubbio sulle cartucce... regolarmente giuriamo di prenderne su’ 15 a testa (che bastano e avanzano) poi invece ne prendiamo su’ tutti almeno 50 e altrettante le teniamo in macchina perche’ non si sa mai.
Passaggio succesivo è la cena del venerdi sera, dove regolarmente ci troviamo tutti “quelli del sabato “ al Ristorante a Bertinoro da Pippo, famoso sia per le sue tagliatelle tirate con il mattarello, sia per le leggende metropolitane sul suo conto, che lo vogliono abile cacciatore anche se non sempre rispettevole degli orari ma come detto queste sono leggende.
I discorsi sono quasi sempre gli stessi; tra una battuta e e l’altra inerente alla settimana scorsa e la promessa di fare meglio delle altre coppie, discorsi conditi dai racconti venatori del Grande maestro, ovvero PIPPO, che non si capisce mai se siano veritieri o leggermente manipolati. IL tempo passa in fretta, sono già le undici passate, ed è ora di tornare a casa, con la solita raccomandazione di essere puntuali e di non dimenticare stivali, fischi e accessori.
Altro rito fisso, al rientro, è quello di fermarci 5 minuti al Bar del Cacciatore a S. Maria Nuo va, do ve il gestore VITTORIO fuma l’ennesima sigaretta e do ve EDO, gran cacciatore di lepri ci aspetta per augurarci il piu’ sentito in bocca al lupo, e che noi, a volte, con traccambiamo con un Buona Caccia, subendoci le imprecazioni che quì non possiamo citare. A letto è tardi, gira e rigira non si riesce a prender sonno, tanto ormai suona la sveglia. Sono le 3.15 finalmente un attimo per sentir se fuori tira vento, poi in piedi.
Un saluto alla Sandra che risponde d’inerzia senza svegliarsi, un bacio alla piccola Sara che dorme nel suo lettino e poi in fretta a prepararsi, con il dubbio su quanti panni mettersi addosso. Un caffe’, una sigaretta poi arrivano NICO e MEDRI puntuali come orologi svizzeri. Si Parte! Trecento metri e ci aspetta MIRCO davanti a casa sua, e dall’occhio che mostra, sembra abbia fatto il dritto speriam bene. Carica le sue cose e via verso Anita. In auto c’è un gran baccano, sembra quasi che non ci si veda
da mesi eravamo assieme fino a quattro ore prima. Altro caffè al bar di Alfonsine dove ci aspettano i PASINI, padre e figlio, abili cacciatori sempre aiutati dalla dea bendata, infatti qualunque sia la loro postazione, almeno un paio di volte le anatre gli passano a tiro. Eccoci finalmente alla casa di caccia. Adesso nessuno parla; ci si mettono gli stivali con cura maniacale senza che i tanti calzini sottostanti facciano delle grinzie; si segna la giornata nel tesserino e si augura agli amici rivali un spiritoso Buona Caccia di cuore, che viene regolarmente contraccambiato con l’aggiunta di bestemmie e imprecazioni.
Sleghiamo il barchino e nel buio pesto ci avviamo verso la me ta, il tragitto sull 'acqua nera della laguna, improvvisamente rotta con spruzzi d'argento dal salto di qualche tuffetto,al sibilo di ali ancora invisibili nel cielo scuro e all 'improvvisa apparizione di un qualcosa di ancora più scuro nell'oscurità totale: la botte e le frasche che la mimetizzano.
L 'ansia ti attanaglia mentre sistemiamo gli stampi, intorno alle botti senza fumare per non far luce.
Un occhio all’orologio per sapere quanto manca, le solite considerazioni su quanti uccelli fossero partiti al nostro arrivo e Medri che inizia il suo festival gastronomico, fatto di mandarini, banane e biscotti.
E’ l’alba, il cuore ti batte forte, non si respirebbe neanche per evitar di far rumore, con i colori e bagliori che da soli valgono la pena di una levataccia, ma eccoli finalmente un giro su noi, sccccc vengono da dietro, ecco sono due.... no... sono tre.... mettono le ali a
coppo DAI !!! fiammate degli spari che sembrano la metà da quanto siamo sincronizzati e che quasi t 'accecano nella luce incerta.
La mira era stata giusta, e i tre corpicini ancora palpitanti galleggiano a pancia in sù fra gli stampi, e poi stava ancora albeggiando e altre occasioni non sarebbero mancate restiamo fermi.... li raccogliamo dopo, intanto li segnamo nel tesserino.
Continua l’attesa con l’adrenalina che sale forte, parte poi il mio rito, che prevede di bere 2 lattine di Red Bull per mantenere alta la concentrazione, mentre l’emozione mi gioca brutti scherzi, infatti urino a passo di dieci minuti.
Qui nelle valli ferraresi la caccia alle anatre è molto difficile perchè ci sono molti cacciatori che vi si dedicano; le anatre sono perciò sospettosissime e sempre in guardia.Il tempo passa, si sentono pochi spari in lontananza, anche se davanti a noi hanno sparato di sicuro almeno un paio di volte chissà cosa avranno ammazzato i nostri amici. Cominciamo a mandarci tra di noi dei messaggini per chiedere in formazioni sui carnieri, dove le risposte sono regolarmente piene di bugie, ovvero se si e’ fatto caccia si dice di non aver incarnierato nulla per poi fare una sorpresa alla fine, se non si e’ preso nulla si dice di aver fatto tanto per far rabbia agli altri.
Se una volta uno dice il vero nessuno gli crede. Ricordiamo con simpatia una mattinata storta, dove abbiamo sparato 3 volte alle anatre e non ne abbiamo incarnierata nessuna, vuoi perchè parlavamo, vuoi perchè eravamo al telefono, vuoi perchè siamo esseri umani. Al rietro nessuno credeva che non avessimo ucciso nulla (infatti sembrerebbe strano) e al pomeriggio erano ancora convinti che avessimo nascosto le anatre abbatute per poi tirarle fuori a fine giornata e contraccambiare gli sfotto’ ricevuti. Purtroppo per noi non era così . Comunque torniamo alla caccia. Luca non resiste vuole andare a raccogliere i pazze tti, che con la lieve brezza che tira sono finiti sotto canna. Io controllo in lontananza perchè in passato le anatre sono passate mentre eravamo fuori a raccogliere quelle abbattute. Accarezziamo e puliamo le penne alle 3 alzavole sono bellissime! Ancora in postazione da caccia, la concentrazione comincia a venir meno con ilpasssar del tempo, ed è dura scrutare ininterrottamente il cielo, dove ogni pallino scuro ti mette in preallarme, vuoi che sia un grosso uccello in lontananza, vuoi che sia uno Speppolo vicino, o che ti passi un moscerino a 10 cm dagli occhi. Finalmente arrivano 2 Anatre che vediamo in lontananza, sembrano germani si.. si... son germani, incrociamo i nostri sguardi, e ci siamo già capiti bisogna rimanere immobili, portar pazienza e sparargli solo a tiro.
Passano di fianco a quelli davanti e sembra gli piaccia il nostro chiaro sembra vogliano buttarsi da noi....
sembra proprio che credano al gioco dai... dai.... arrivano....
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